Viaggio in Italia

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Per la prima volta nella mia vita d’adulto mi sono messo a viaggiare seriamente per l’Italia, iniziando a recuperare il tempo perso. Certo, il merito è di Santuzza, che farebbe di tutto pur di evitare di prendere un aereo, perfino farsi scorrazzare per più di 1500km  in macchina da uno che non guida praticamente mai e che mai s’è abituato alla patente.

La proiezione delle diapositive è di là, su hardla in motion, qui mi limiterò a sviscerare alcuni pensieri sparsi, alcune istantanee, che mi sono venuti strada facendo, ma senza Baglioni.

I Sassi di Matera

I Sassi di Matera sono sassi ma anche case. Sono case scavate nella roccia che, fino agli anni ’50, erano densamente abitate dalla popolazione locale. Poi, all’improvviso, ci si accorse che nei Sassi non c’erano fogne e che potevano diffondersi malattie, gli abitanti furono fatti sfollare e iniziarono ad arrivare i turisti. Ai Sassi di Matera abbiamo incrociato una vecchina, sorridente e gentile,  che ci ha guardato con occhi pieni di curiosità e commiserazione. I suoi occhi dicevano “ma perché tutta questa gente viene qui a vedere queste case umide, fetide e puzzolenti, quando lì dietro hanno costruito delle palazzine moderne che hanno l’acqua, il gabinetto e perfino la tv?”.

Roma – Palazzo della Civiltà Italiana

Ecco, io a Roma c’ero stato per qualche minuto mentre andavo al mare in Calabria coi miei, una 30ina di anni fa. Mio padre ha fermato la sua Citroen color beige, ha detto “quello è il Colosseo” e poi siamo ripartiti. Dall’alto di quell’esperienza pregna e formativa, e conscio d’aver già visto tutto il meglio del centro città,  la prima cosa che ho voluto visitare di Roma, questa volta, è stato l’EUR. Anzi, io mi sarei anche limitato al Palazzo della Civiltà Italiana (o anche della Civiltà del Lavoro, dipende da quanto si sentono in vena di scherzare ‘sti romani), che c’avevo in testa da non so quanto tempo, ma Santuzza ha detto “già che siamo qui facciamoci un giro”.  Donna saggia.

In pratica va a finire che il Palazzo della Civiltà Italiana, detto anche meno pomposamente “er Colosseo quadrato“, è tutto recintato e non ci si può avvicinare. Sto già pensando a una variante soft della mia nota “maledizione da impalcatura” che mi porta a visitare palazzi, chiese, monumenti e luoghi di vario interesse nel momento esatto in cui vengono ristrutturati, quando notiamo due persone che si fanno bellamente i cazzi loro all’interno del recinto. Operai non sono di certo, sembrano troppo indaffarati (Civiltà del lavoro, HA!), ma da dove cazzo sono entrati?

Un giro perimetrale ci rivela un pertugio praticabile che, per essere raggiunto, ci costringe a una simpatica digressione campestre in uno dei luoghi italiani a maggior densità di gondoni usati al mq. Dopo acrobazie che nemmeno la puttana preferita di Indiana Jones, finalmente riusciamo ad entrare nel recinto e ci impossessiamo totalmente del luogo. Il palazzo è nostro! Anche perché, nel frattempo, gli altri tizi hanno deciso di andarsene, forse disturbati dalla nostra presenza (fottetevi!).

Il palazzo è vuoto, o almeno lo è il piano terra, riusciamo a verificarlo di persona perché una delle porte è aperta, ma una volta dentro non riusciamo a salire ai piani superiori. Non che sia una gran delusione: siamo da soli in uno dei palazzi più famosi al mondo, liberi di fare ciò che più ci aggrada senza rompicoglioni. Avremmo anche potuto prendere possesso del luogo orinando nei punti strategici o improvvisando una discreta masturbazione di gioia, ma non volevamo strafare.

L’albergo a Spoleto

A Spoleto siamo arrivati stanchissimi per svariate ragioni che non vi devono importare perché dovete farvi i cazzi vostri. Stanchissimi ci siamo fiondati nel primo albergo che abbiamo visto entrando in città. Un due stelle decisamente sfigato, ma pulito, comodo e con aria condizionata (particolare da non trascurare quando il termometro della farmacia di fronte segna 43°). Il proprietario non la finiva mai di ringraziarci, faceva tenerezza. Probabilmente era stupito di avere dei clienti, non so, ma il dialogo tipo era:

  • “Ecco le vostre chiavi”
  • “Ah, grazie”
  • “Ma grazie a voooi!”

La colazione era imbarazzante, ma abbiamo dormito bene e speso poco, ci ha regalato un bottiglione d’acqua ghiacciata, quando gli alberghi fighi te la fanno pagare come se fossero andati loro a prenderla direttamente alla sorgente, sull’Himalaya.

  • “Ecco la vergine che avete chiesto per il sacrificio umano, non ne ho trovate altre allora ho portato mia figlia”
  • “Ah, grazie”
  • “Ma grazie a voooi!”

 

Avrei ancora altri aneddoti, mi sa che devo scrivere un altro post….

11 Comments

  1. Una volta tanto non hai avuto la maledizione da impalcatura: il Colosseo quadrato era già recintato quando lo avevo visto in agosto l’anno scorso, e chissà per quanto tempo resterà così ancora…

  2. Mi fa piacere che dopo avere fatto gli snob per anni vi siete decisi a testare le pensioncine pulciose, così la prossima volta che faremo le vacanze insieme potremo alloggiare nello stesso buco di merda senza perdere ore ad aspettarci al semaforo a metà strada.

    • ma guarda per me l’importante è che il buco di merda sia un albergo e non un b&b, che mi mettono soggezione. che poi quest’estate abbiamo rotto gli indugi anche col b&b, ma preferisco ricorrervi solo se strettamente necessario. odio la convivialità un po’ fricchettona dei padroni di casa, voglio potermi fare i cazzi miei a colazione invece che simulare interesse per le loro sfighe di salute o robe del genere….

  3. A parte che mi hai rubato un’espressione…
    Mi piace rivedere con le tue parole la nostra vacanza, soprattutto ora che mi sembra così già lontana nel tempo!
    Quindi continua con le nuove puntate e bravo!

    • non è l’imitazione la più alta forma di imitazione, wilde aveva torto, è la copia. dovresti sentirti onorata…

      comunque sì, mi diverto anche io a ricordare frammenti scelti della vacanza

  4. Da queste parti diciamo goldoni, non gondoni. Che è anche etimologicamente più corretto: http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20080519021154AAzdWhv

    A me piacciono un sacco i b&b!

    • Sì, la presunta etimologia la conoscevo anche io, ma dalle nostre parte si dice con la N, per qualche bizzarria regionale (“gundùn!”, da non confondersi con “kundun”, ogni volta che guardano un film sul Tibet e il Dalai Lama i genovesi sghignazzano!).

      Per i B&B ho una normale avversione da timido misantropo. La mattina, appena sveglio e ancora rincoglionito, voglio fare colazione in pace, non sforzarmi di intrattenere uno sconosciuto col quale non ho argomenti in comune!

  5. Pingback: Viaggio in Italia – Atto II | Hardla TV

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