Niente sesso, siamo inglesi

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Downton Abbey. Parliamone.

Dal momento che con Santuzza abbiamo passato gli ultimi due weekend a fare maratone delle prime due stagioni, mi sento abbastanza pronto a rivelare al mondo la mia opinione sulla suddetta serie.

Innanzi tutto sgombriamo il campo da ogni dubbio. E’ una telenovela. In salsa british, edoardiana, ben infiochettata, ma pur sempre una telenovela. Lo scrivo chiaro perché, dopo aver visto il primo episodio non ero sicuro della piega che avrebbe preso la storia.

E’ un prodotto incredibilmente accattivante, godibile, visivamente impeccabile, confezionato in modo superbo. Scenografie meravigliose, ricostruzioni storiche, attori di alto livello. Purtroppo arrivato il momento di assumere gli sceneggiatori il budget era finito e s’è scelto di fare senza, tanto il mondo è pieno di vecchi film a cui rubare questa o quella storia d’amore. E infatti il principale problema di Downton Abbey è che sai quello che succederà con un anticipo variabile dai 5 minuti alle 2 puntate, a seconda di quanto tirano per le lunghe la situazione.

Altro problema, sempre di scrittura, è che i personaggi sono in bianco e nero. Ci sono i buoni buoni e i cattivi cattivi. Qualcuno raramente si permette cambi di registro, ma cerca di non farsi beccare dalla produzione, altrimenti lo fanno fuori.

Le uniche battute davvero valide sono state scritte per la meravigliosa Maggie Smith, che iddio la benedica e la preservi ancora a lungo! Ma per gli altri personaggi non si sono sbattuti più di tanto: vorrei contare quante volte ho sentito la frase “non ti biasimo” in queste prime 16 puntate. Sono fermamente convinto che Downton Abbey abbia battuto il record mondiale per il maggior numero di occorenze al minuto del verbo “biasimare”. Se qualcuno s’è preso la briga di conteggiarle. In caso contrario, comunque, non lo biasimerei…

Evidentemente le scimmie urlatrici che hanno assunto al posto degli sceneggiatori ritenevano il verbo incredibilmente consono all’atmosfera edoardiana.

E veniamo alle note pruriginose, che hanno ispirato il titolo di questo post, il titolo più originale della storia.

A Downton Abbey non si scopa mai. Per principio. E, al momento in cui scrivo, l’arco temporale della storia che ho avuto modo di vedere è di circa 8 anni, dal 1912 al 1920. Vabbé che c’è stata una guerra mondiale di mezzo, ma pure così mi sembra un po’ eccessivo.

Le uniche volte in cui s’è fatto riferimento diretto (o allusione specifica) al sesso è successo che (attenzione, seguono SPOILER):

  1. un personaggio giovane e prestante è morto d’infarto durante la copula
  2. una servetta viene sedotta e abbandonata da un ufficiale di passaggio, viene beccata e licenziata, finisce col partorire in povertà e sarà costretta a prostituirsi per mantenere il figlioletto; nel frattempo l’ufficiale seduttore muore (e te pareva), i suoi genitori cercano di portare via il bimbo alla povera stolta
  3. una nobile e un autista si innamorano e si sposano: sicuramente avranno anche scopato, dopo le nozze, ma per farlo hanno dovuto esiliarsi in Irlanda, uscendo virtualmente dalla storia
  4. sguattera e servo si sposano, lui muore dopo 6 ore, senza aver consumato, ovviamente
  5. valletto e cameriera si sposano: probabilmente scopano, ma poco dopo lui viene arrestato e condannato all’ergastolo per omicidio della prima moglie
  6. conte e contessa scopano, lei rimane incinta, ma perde il figlio scivolando su una saponetta bagnata (no, giuro! la prossima volta cosa faranno? una buccia di banana? una torta in faccia?)

Tutti. Gli. Altri. Personaggi. Non. Scopano. Mai.

Che è anche normale dal momento che far sesso porta evidentemente una sfiga incredibile.

A maggior ragione in un contesto dove LUI è il figo, il Fonzie della situazione (non che Fonzie fosse molto meglio, comunque).

 bates

No, sul serio, lui. Il sosia di Droopy! Quello per cui struggersi d’amore e disperarsi…

Droopy_dog

 

E nonostante tutto ciò che ho appena scritto, nonostante il mio sarcasmo profuso a pacchi regalo, il prossimo weekend saremo di nuovo lì, sul divano, a guardarci la terza serie.

Perché le telenovele sono così, ti acchiappano a prescindere dalla qualità. E per fortuna ogni tanto c’è la classica battuta caustica di Maggie Smith che ti dà la forza per proseguire. No perché con Breaking Bad veniva anche facile fare le maratone, ma provateci voi a spararvi 8 ore di Downton Abbey in un solo pomeriggio senza qualche momento comico a ritemprarti.

E non biasimatemi se dopo 8 ore di seguito mi rompo un po’ i coglioni!

12 Comments

  1. Bhe basta che dopo la maratona di 8 ore di BB ci pensiate voi a riequilibrare la carenza di sesso

  2. ti adoro <3
    hai dimenticato un fatto importante: il mistero che avvolge tutta l'intera vicenda è in che modo il turco morto di infarto abbia lasciato vergine la futura ereditiera pur rendendola "merce avariata". E qui ci sarebbe molto da biasimare!

    • sì, è un’incongruenza notevole. secondo me ha promesso di lasciarla pura ma alla fine non l’ha fatto. ah questi diplomatici turchi, quante non ne direbbero per farsi le ereditiere inglesi…

  3. Lo sceneggiatore è Julian Fellowes (no, ma dico)… e la sceneggiatura è nata prima di tutto. 😮

    La versione italiana è resa pessimamente e tagliata.

    • sono andato a cercarlo su wikipedia, ignoravo chi fosse. ho visto che ha fatto anche Gosford Park di Altman, un film che mi piace molto, il che spiega perché continuavo a pensarci guardando la prima puntata della serie!

      però a mio avviso Gosford Park è scritto molto meglio

      noi abbiamo scaricato una versione che includeva anche le scene tagliate in originale, la versione inglese è ovviamente meglio del doppiaggio italiano

  4. Da come la descrivi sono contento di non averla vista (né di avere alcuna intenzione di guardarla) …forse anche perché nessuna mi “costringe”.

    In ogni caso, dovesse capitare, sono quasi certo che gli zebedei mi scenderebbero sino a terra, e che alla fine userei il loro allungamento per impiccarmi ad una trave in mansarda.

  5. Adesso hardla fa il duro… In realtà la serie gli piace eccome!

  6. sì, allora, devo essere onesto. pur essendo un ovvio feuilleton devo dire che non mi dispiace affatto. e non lo dico perché sotto coercizione, sia chiaro!
    anzi la prima puntata mi ha esaltato, perché amo da sempre quel tipo di atmosfere, sono cresciuto a sherlock holmes e poirot, da piccolo pensavo di aver già vissuto nell’inghilterra tardo ‘800 primo ‘900.

    diciamo che purtroppo sono anche molto abituato al meccanismo televisivo, quindi qualcosa mi deve sorprendere molto e costantemente per piacermi del tutto. gli eventi di questa serie non sono sorprendenti, si basano su cliché ben consolidati e del tutto onesti. per fortuna alcune battute e le atmosfere me la rendono gradevole nonostante la prevedibilità.

    se santuzza non fosse così presa diciamo che ne guarderei 1-2 puntate alla volta, non 8 di seguito, ma comunque credo la guarderei lo stesso…

  7. d’altronde si sa che i britannici si sono riprodotti per sporogenesi fino al primo novecento, quando hanno sdoganato il BDSM…

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