Minima Inutìlia

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E’ che a volte prendo la penna e inizio a scrivere sullo schermo senza una ragione, magari perché i Queen cantano dell’ozio di una domenica pomeriggio e vabbé che oggi è martedì, e loro di martedì vanno sempre in luna di miele, ma a me sono sempre piaciute quelle atmosfere un po’ anni ’20, coi megafoni di cartone, la brillantina, i vestiti gessati, il bianchenero e balle varie. Forse è per questo che nell’altra finestra sto scaricando "Das Kabinett des Doktor Caligari", col sorriso un po’ fesso perché lo so che c’è un Fantozzi dove lo citano (…caligarisssss…), è che non ricordo più, com’erano le parole esatte? "L’Uomo di Aran – 7 bobine", bah lo chiedo a Spassky, o a Tambu…
Che poi per una risata non è che ci vogliano robe complicate. A volte basta "Donne, è arrivato l’arrotino!", ma solo se uno lo dice nel modo giusto. Come fanno qui.

E’ che a volte prendo la penna e vorrei scrivere delle robe sullo schermo, ma poi penso che quello che voglio dire l’hanno già scritto in tanti e non è che se lo faccio anch’io la cosa diventa più importante, anzi. Allora la poso, la penna, e mi metto ad ascoltare un po’ di musica, che è più facile, e mi metto a pensare che "La descrizione di un attimo" dei Tiromancino magari non è un capolavoro, ma a me mi piace. E "a me mi" lo scrivo pure sullo schermo.

7 Comments

  1. ma quando scrivi sullo schermo, per cancellare usi il bianchetto o la gomma, quella rotonda, blu e dura?

    De

  2. ti ringrazio per la fiducia, ma non ho assolutamente idea di cosa si parli 🙂

    però è un bel post, diverso dagli ultimi e come non ne leggevo da un po’, qui… 😀

  3. De: butto via il monitor

    Tambu: male, devi studiare i classici

  4. Cazzarola, anch’io speravo in Tambu come ultima possibilità, su Fantozzi non sono mai stato molto ferrato.

  5. E’ nel secondo, all’inizio della scena del cineforum… già che ti sei comprato il DVD…

  6. Trovata:

    Colloquio di lavoro di Fantozzi

    – Le piace il cinema espressionista tedesco?

    – Io… io… è il grande amore della mia vita. E voglio in questa sede ricordare i grandi maestri Murnau e Robert Wiene, di cui tutti noi non possiamo fare a meno dell’irrinunciabile capolavoro DAS KABINETT DER DOKTOR CALIGARISSSSsssss

    – CA-LI-GA-RI

  7. oddio, rotolo.

    cofanetto di fantozzi, a me.

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