Maneggiare con cura

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FragileEccomi. Nel caso  non ve ne foste accorti ero sparito da qualche giorno. Se ve ne siete accorti, ma comunque non ve ne importava nulla, allora non siete più miei amici. In questi giorni sono successe un po’ di cose. Di alcune non ho voglia di parlare. Altre, invece, belle. Tipo che oggi ho dato l’ultimo esame vero.
Calma, aspettate a stappare  lo champagne, primo perché a me lo champagne fa schifo, e poi ce n’ho ancora un altro. Che, si vabbé, è un esame del laboratorio in cui faccio la tesi, quindi il voto lo prendo, a meno di avere un collasso subito dopo la prima domanda. Però, e il però in questi casi vale come un gesto apotropaico davvero TROPPO volgare da scrivere qui, che lo sapete che io sono una personcina fine e non mi azzarderei mai a usare espressioni triviali come "
toccarsi i coglioni". No, non è da me. Però un colpo potrebbe venirmi, quindi zitti.

Ecco si, adesso sono in vacanza per 3 lunghi, sudati e meritati giorni. Soprattutto sudati, mi suggerisce il mio Bernacca personale. Poi si riprende. Ah, si perché non ve l’ho ancora detto che l’ultimo esame è il 30 agosto? Davvero, non ve l’ho detto? Ecco, dovete sapere che l’ultimo esame è il 30 agosto. Ma non me ne lamento, gli farei un monumento al professore, trovatene un altro che ti piazza un esame ad agosto per farti laureare. Ho un mese di tempo per studiare e il primo settembre devo consegnare il libretto in facoltà, e in questi casi i burocrati tendono a essere puntigliosi e pignoli, preferiscono che sul libretto ci siano tutti gli esami che uno ha scelto nel piano di studi. Altrimenti questi zelanti fricchettoni sono perfino capaci di non farti laureare, che bizzarìa.

Mi sembra d’aver detto tutto quello che dovevo dire, anche per soddisfare la curiosità di vecchi amici che passano di qui senza dir nulla (lo so… lo so…), neppure un saluto, solo per vedere come sono messo con la laurea. E’ che hanno paura a telefonarmi: non che io ringhi, anzi, solo che tendo a spostare il discorso in maniera evasiva verso argomenti meno pietosi per la mia autostima. E per sentire le mie cazzate è meglio leggerle sul blog.
Ah, si. L’immagine che ho messo lassù non c’entra nulla, e neanche il titolo. Ma il gioco di parole in inglese m’ha fatto sghignazzare. Certi giorni m’accontento di poco.

6 Comments

  1. sento lontani suoni di cornamuse…

    vediamo di farcela eh!

  2. dannati burocrati universitari

    COMUNQUE, bentornato, ci sei mancato tanto, a me e alla mia amica Giulia



    che ti saluta tanto.

  3. confetti rossi tassativamente alla mandorla eh. non facciamo cafonate.bacino

  4. dedee: è l’allarme della tua auto, vai a controllare

    doc: il benzinaio ha esagerato con la pressione, te l’ha gonfiata troppo

    disagi: si, ste. hai capito esattamente il mio stile. pensavo di organizzare un rinfresco pomeridiano molto sobrio. all’uopo ho già ingaggiato un quartetto d’archi che proporrà una selezione di brani di vivaldi.

  5. come niente tour?

    Ahh delusione!

  6. non ho detto questo….

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