Lo sfoggio di Cultura

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Nelle ultime settimane CronacheSorprese, Paolone e Disagi mi hanno invitato a compilare il questionario sui libri che da tempo gira per i blog. Non è che abbia ‘sta grande voglia di farlo, è dura ammettere a te stesso e agli altri che non hai la cultura con la Q maiuscola, non più almeno. Però non voglio neppure sembrare scortese, quindi cercherò di rispondere alla mia maniera.

Saranno mesi che non compro un libro nuovo. Da anni, ormai, rileggo sempre le stesse storie di Sherlock Holmes, Poirot, Fantozzi, Montalbano e Don Camillo. Senza grandi difficoltà, comunque, visto che ho la singolare propensione a dimenticare ciò che leggo nel giro di un mese.
Prima che il mio cervello andasse in stand-by, qualche anno fa, leggevo parecchio, e pure roba tosta. Poi basta. Fantasia, però, non ne ho mai avuta, quindi mi sono buttato su quelle cose che tutti quanti, prima o poi, finiscono per leggere. Mi piacevano i russi, Tolstoj e Dostoevskij, beat generation americana Kerouac et similia. Adoravo Bukowski, come tutti. Stavo iniziando ad annusare i giapponesi, Yoshimoto, Mishima e Murakami (e incredibilmente emanavano odori gradevoli). Italiani del primo novecento, Pirandello, Svevo, come tutti. Hemingway, Calvino, Hornby, i soliti. Ma, conscio di dire una bestemmia per molti, ho sempre avuto preconcetti enormi per gli autori in lingua ispanica, sudamericani in toto. Ed è per questo motivo che mi sono sempre rifiutato di leggerli. D’altra parte se avessi avuto modo di verificare di persona, che razza di pregiudizio sarebbe? Il motivo? E’ che mi sembrano pallosi, terribilmente.
Da quando ho il cervello in vacanza, invece, ho avuto solo la forza di leggere roba "politica" tipo il fondamentale "No Logo" e quasi tutti i libri di Michael Moore. Poi solo junk novels.

Se dovessi consigliare della roba (e perché mai qualcuno dovrebbe chiedere consiglio proprio a me, poi?) indicherei senza dubbio "1984" di Orwell, meglio se in lingua originale. Un classico che tutti credono di conoscere ma che fa sempre bene rileggere. E che non è un romanzetto di fantascienza, come molti pensano. "Delitto e Castigo", certo. E se proprio devo fare il figo, segnalando un titolo poco noto, allora vi dico anche "La versione di Barney" di Mordecai Richler. Indicato soprattutto a chi conosce la letteratura della Beat Generation e vuole conoscere il punto di vista a posteriori di chi l’ha vissuta e ne è sopravvissuto. E leggetevi "Guerra e Pace", che sarà anche lungo 2000 pagine in due volumi, ma che si lascia leggere davvero fluidamente, senza contare che fa davvero molta scena buttarlo lì con nonchalance in una conversazione (e ci credo, 2000 pagine, fa anche un fracco di rumore se lo butti da qualche parte).

Il testimone non lo passo a nessuno. Se proprio lo volete, venitemelo a chiedere.

17 Comments

  1. beh beh! Murakami è un genio!! 🙂

  2. Tokyo Blues – Norwegian Wood l’ho regalato a una mia amica per il suo compleanno, ma l’aveva già letto. Sempre detto che non ho fantasia, io.

  3. Murakami però oltre a Tokyo Blues non é che abbia prodotto molto altro di valido.

    La versione di Barney l’ho letto anche in originale, gran libro.

    Un consiglio a chi ne ha voglia: “Cecità” di Saramago, é portoghese, passa?

    De

  4. Di Saramago consiglio anche “Il Memoriale Del Convento”, il libro coi periodi più lunghi del mondo, è capace di cominciare una frase a pagina 15 e finirla a pagina 18.

  5. De, anche alla luce del commento di Spassky, no non passa…

  6. io ti consiglio di scriverne uno…completo anche di titolo e di un editore inventato….non pubblicarlo…e dire in giro che tu lo hai letto:-)) Li farai impazzire..una volta tanto:-)))

  7. se 1984 è un capolavoro, La Fattoria degli Animali è un gradino sopra.

    Il fatto che è scritto a mo’ di “favola” non toglie nulla al libro, che è e rimane IL capolavoro di Orwell. (oh ,secondo me, eh…)

  8. dott: si la forma di animal farm mi ha sempre bloccato, e anche i brani che ho letto nelle antologie d’inglese. ma è comunque in lista d’attesa, quando riattiverò il cervello

    ipotetico: gran bella idea, in effetti il mio libro preferito è “Il suicidio e altri rimedi contro la depressione”, oppure “Rane Fritte”, anche se non l’ho scritto io. Non so.

  9. mi fai morire dal ridere. e se trovi la mistura di droghe per vederli per favore passa sotto casa mia (o bussa citofono o tira il paniere)

  10. bussa citofono o tira il paniere? Perché non suonare il portiere o schiacciare il telefono?

  11. e di “delights of English cuisine” che ne dite?

    – 6 pagine meravigliose!

    De

  12. pure troppe, anche se ci metti controcopertina e prefazione

  13. un sano preconcetto ci vuole sempre, ma prova almeno ad avvicinarti alla lingua spagnola: ti suggerisco con Mendoza, “il tempio delle signore”

  14. ok, andrò ad annusare la quarta di copertina da feltrinelli, per sapere che gusto emana…

    DIMENTICAVO! Quando Ipotetico mi ha suggerito di inventare un libro, non m’è venuto in mente che un libro simile esiste già… Il ragazzo con l’orecchino da Pirla. Meno male che qualcunA ha postato proprio oggi un’immagine molto simile…

  15. come faceva quella “prendi le chiavi vicino il il vaso con la frutta..blablabla”

    era di benigni.

    non me la ricordooooo

  16. si, il piccolo diavolo. la citazione dovrebbe essere “Sono Gloria, ho lasciato le chiavi sul tavolo,accanto alla frutta…”. Non garantisco, l’ho trovata sul forum di Giggggi D’Agostino… brrr…

  17. Bello Mendoza, ho letto “Nessuna Notizia di Gurb”. Di “Rane Fritte” ho trovato solo l’edizione tascabile, ma mi hanno detto che è impaginata male, l’ho lasciata lì.

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