La rete dei velocisti

| 33 commenti

Oggi inizia il Giro d’Italia, ma non intendo parlare di questo. In realtà faccio una lunga premessa sul ciclismo per arrivare a dissertare di tutt’altro. Però bisogna avere un po’ di pazienza e leggere fino alla fine.

La "rete dei velocisti" è un termine tecnico del ciclismo. Si riferisce a tutte quelle corse (Giro, Tour…) in cui sono presenti sia tappe veloci e pianeggianti che difficili frazioni di montagna. Per chi non ha mai avuto interesse per queste faccende è bene spiegare che il velocista, al contrario dello scalatore, è un corridore molto abile nell’arrivare in gruppo nelle tappe veloci e battere gli avversari con uno scatto negli ultimi metri della gara, giusto prima del traguardo.

Per sua conformazione fisica e preparazione tecnica, il velocista si trova in difficoltà nelle tappe di montagna e spesso succede che s’attardi, prendendo anche molti minuti di distacco. Il problema è che ogni tappa ha un tempo massimo di percorrenza, e spesso i velocisti soffrono talmente tanto le salite da rischiare la squalifica dalla corsa, perdendo quindi la possibilità di poter partecipare a tappe seguenti con caratteristiche del tracciato a loro molto più congeniali.

Per evitare la squalifica dalla corsa, quindi, tutti i velocisti di tutte le squadre, che fino al giorno prima rivaleggiavano in feroci arrivi in volata, si uniscono in un gruppo detto appunto "la rete dei velocisti" (e finalmente ci sono arrivato) e collaborano tra loro per arrivare al traguardo entro il tempo massimo. E’ una solidarietà occasionale, che dura giusto il tempo delle tappe di montagna, nata da una necessità comune.

Ecco, spesso mi sembra d’essere invischiato nella rete dei velocisti. E pensare che sono anni che non tocco una bicicletta. Laddove la strada ha iniziato a salire, ho visto amici, compagni di squadra e di vita, salire con passo agile e regolare, come fossero nati per questo percorso. Ho partecipato a molti matrimoni, ho visto ragazzi e ragazze diventare uomini e donne, ho visto nascere nuove vite. E per quanto abbia fatto, e faccia tuttora, il tifo per tutti questi miei compagni di squadra, ho visto che per me la strada diventava faticosa, che cominciavo ad attardarmi.

Mentre scalavo a fatica il mio Pordoi, ho trovato molti altri compagni, di altre squadre e con altri vissuti, e ho visto che con loro la salita risultava meno faticosa. Che se la strada si fa in compagnia, sebbene ci si stia attardando, ci si può dare il cambio a tirare. Ecco, la mia generazione di trentenni, quella che vivo quotidianamente, spesso mi ricorda una rete per velocisti. In fondo al gruppo si trovano amici, ma nella "rete" ci finiscono anche avversari di altre squadre, che condividono il tuo percorso per mero opportunismo.

Nella rete dei velocisti c’è di tutto. Amici, rivali, scalatori in momentanea difficoltà. Tutti quanti, prima o poi, hanno bisogno d’aiuto e di condividere le proprie fatiche. L’importante è prenderne coscienza e non vederla come una maledizione. Prima o poi la tappa finisce, la strada finalmente spianerà e anche i velocisti avranno la loro corsa. Poi vincerla, beh, è un ‘altro paio di maniche, ma almeno ci si prova….

33 Comments

  1. Non sono un appassionata di ciclismo..non credo seguirò il giro…

  2. accipicchia, un blog interessante! com’è che l’ho trovato solo ora? Mannaggia, ho pure la macchina del tempo guasta.

  3. ciao, bel blog….hai trovato una fan!!!! 😀

  4. pachucha: già, neppure io…

    pare che domani farà bello, ma da lunedì torni la bassa pressione…

    qualcuno ha idea di com’è andata la produzione di cozze nel sud-est asiatico, quest’anno?

    matteoplatone: per non parlare degli 1.21 GW, che col petrolio a ‘sti prezzi…

  5. maleficaMente: beh, grazie! evidentemente questo post tocca gli animi dei single. o dei ciclisti, una delle due, comunque!

  6. I calciatori, dovevamo fare i calciatori.. 😉

    Bel post Andre..

  7. eh, lo so. quelli beccano fica a partire anche dalle categorie minori. e non gl’importa nulla d’essere attadati (o ritardati, come in alcuni casi…)

  8. So di andare off topic però te lo devo dire, la foto al ciclista te l’ho sempre invidiata.

    Prima o poi mi devi spiegare bene come l’hai fatta. 🙂

  9. è una delle prime foto che ho fatto, un giro d’italia a genova, alle superiori.

    ho usato un metodo che avevo letto su una rivista di mio padre, se non ricordo male bisognava impostare un tempo veloce ma non troppo e schiacciare il pulsante dello scatto mente stai seguendo il movimento del soggetto con la macchina. questo dovrebbe tenere relativamente a fuoco il soggetto e dare la sfocatura da movimento allo sfondo.

  10. Esatto. Si chiama “panning”.

  11. Secondo me mica si deve vincere, l’importante e’ arrivare fino a dove si vuole dopo aver fatto un bel giro e poi riprendere, oppure non arrivare mai e farsi dei bei giri.

  12. A volte ho l’impressione che tu pensi che per alcuni sia facile andare avanti mentre per altri no. Indipendentemente da bici piu’ o meno potenti, costituzione fisica, cadute, forature di gomme, doping, raccomandazioni o boicottaggi, io penso che i crampi e il culo rotto ce lo abbiamo tutti.

  13. si, ma alcuni vanno più veloci e altri no. e ad alcuni importa e ad altri no.

  14. prima avevo incominciato a leggere, ma dopo due righe ho davvero temuto che si trattasse di un post sportivo! non riesco a immaginare nulla di meno interessante per me che argomenti di carattere sportivo o informatico. poi nei commenti ho capito che c’era da leggere… è un bel post. vorrei dire tante cose ma è meglio che non dica nulla!!! ciao

  15. Che palle questi post introspettivi sentimentali ben scritti e che ti fanno pensare e anche un po’ sorridere, non se ne può più!

  16. bugnoooo, chiappucciiii, chioccioliiii, van der bruggeeee, ma ecco Santerpini che si attarda a parlare con l’ammiragliaaaa! Adorni, un commento, cosa si sono detti? Gli hanno detto di tirare? Scusa, scusa, è ora Fignon, Fignon, il francese Fignon, vincitore del giro del 91 che perde contatto con i primi Ahh quanto mi manca DeZan… E a quel prologo del ’92 ne ho fatto un po’anch’io di foto, sono in un cassetto della casa dei miei a genova….(ho avuto il mio primo scanner l’anno scorso)

  17. marchesa: e come, mi lasci così sospeso? che volevi dire? e comunque io l’avevo scritto di arrivare fino alla fine…

    spassky: davvero, d’ora in poi solo filmati di youtube!

    dedee: Here comes DeZan! tu forse lo sai, come cacchio si chiamava più quel corridore da cui io e Giglio c’eravamo fatti fare un autografo e poi era un perfetto sconosciuto con un cognome assurdo? L’abbiamo citato per anni, ma ora proprio mi sfugge!

  18. inetressante metafora… e’ vero che e’ importante prenderne atto ma anche non crogiorlarsi troppo nella rete… ci sono magari tanti compagni piacevoli ma e’ bene ricordare che si e’ nella tappa di montagna e non in quella che e’ piu’ congeniale…

  19. Gia io che non sono un velocista, nè un passista e meno che mai uno scalatore, preferisco seguirvi in moto eh? E magari darvi anche qualche piccola spinta giusto per arrivare al traguardo in tempo…

  20. rispondere a una bella metafora seguendo la metafora significa rovinare tutto, secondo me. volevo dire che io ho corso come una pazza, sono arrivata prima ma mi sono spaventata così tanto che adesso vado sul triciclo! lo vedi che tante volte è meglio non scrivere nulla!?!!?!??

    E poi le metafore raramente riescono bene, invece tu ci sei riuscito!

  21. sonoetta: per quello basta la minaccia del tempo massimo per finire la gara…

    panchin: non fare il furbo, che ci stai anche tu, dentro…

    marchesadesade: beh, ma non è che m’aspettassi che tutti proseguissero la metafora. quello che mi stupisce è che probabilmente sono l’unico a sentirmi in questo modo, pensavo fosse una sensazione più diffusa…

  22. -cit- -aborro ogni forma di -ismo!

    -anche il ciclismo prof?

  23. uhm… mi sa di no. non era lui. però la citazione l’ho apprezzata….

  24. caro dott.Hardla, secondo me e’ che tu hai la mania di voler inquadrare ogni stato d’animo, sensazione e modo di essere. pero’ a noi piace, cosi’ ci regali questi post che ci fanno meditare.

  25. A volte io ho la sensazione di essere un velocista nelle tappe di montagna e uno scalatore in quelle di pianura…

    O forse un dilettante iscrittosi per sbaglio alla corsa competitiva.

  26. hardla, ma io conosco un sacco di persone che sono nella tua condizione! (oddio, detta così sembra una cosa brutta…)

    ho l’orticaria. lo so che non c’entra, ma non posso fare a meno di condividere con gli altri questa forma di rosalia.

  27. questo post mi fa rimuginare da due giorni. ho pensato alla mia metafora: quando gli altri avevano le rotelline io gia’ pedalavo sulla bici da cross. poi gli altri cominciarono a superarmi e io non pensavo di allenarmi di piu’, bensi’ dormivo sugli allori. mi svegliai e vidi che tutti erano ben piazzati e pensai di recuperare ma – beninteso – senza fare sforzi. poi rinunciai alla gara, presi la bici e cominciai a farmi dei giri nei boschi. non dico che mi feci tutte le discese che vidi ma le sole salite che scalai furono quelle inevitabili. e ora, dopo una mega-foratura, vado su un monociclo e a volte cado ma in fondo mi diverto.

  28. Bel post, non sei capace a scrivere solo fregnacce, ogni tanto qualcosa ti scappa…

    Stai attento a non decidere per partito preso, che certi corridori sono più avanti o sono già a metà salita, quando in verità sono solo un metro davanti a te che stanno tirando il gruppo, ma tra poco avranno bisogno di essere tirati.

    Certe tappe della vita che secondo te scavano distanze di 10 minuti dal gruppone, in verità portanto solo qualche metro più avanti, ma il fiatone è sempre presente.

    Condivido anche kutuzov#12, oggi è già la seconda volta e sto iniziando a preoccuparmi. 😉

  29. (senza titolo)

    [..] Mi sono alzata, oggi, con uno stato d’animo un po’ così. Semplicemente, credo di essere piena di amarezza. Era scontato che sarebbe accaduto; non potevo, conoscendomi, tenere splendidamente botta ad libitum. Sono delusa: delusa dalle incertezz [..]

  30. mi sono permessa di linkare questo post. spero non ti dispiaccia

  31. sei proprio una gran sfacciata a concederti codeste libertà!

    no, non mi dispiace….

Rispondi

-->