Istantanee di Natale

| 29 commenti

Si, lo so. Mancano poche ore al capodanno e io ‘sto ancora qui a parlare del Natale, che era una settimana fa. Cazzo volete? Ho avuto l’influenza, tutto ‘sto tempo, e per me questi giorni non sono esistiti.

E per protesta stasera me ne resto a casa da solo sotto le coperte. Così imparate, bastardi!

Intanto un disclaimer, che probabilmente ho dei parenti che leggono questo blog: il pranzo di Natale in osteria m’è piaciuto un casino, sia il cibo che, naturalmente, passare la giornata con tutta la famiglia (c’era quasi tutta, in effetti), cosa che di solito non faccio mai. Ma ora basta con questi buoni sentimenti zuccherosi, andiamo a scoprire il lato stronzo del Natale.

Il posto, Acquasanta, ex stazione termale nell’entroterra genovese, sede di un santuario piuttosto caratteristico. E proprio il santuario mi offre il primo spunto per evidenziare un meraviglioso esempio di marketing ante litteram, anzi "ante parolam" visto che all’epoca il termine marketing non era stato ancora inventato. Non nel modo in cui lo usiamo ora, comunque. A proposito di parole, quanto è bella "Benefizio"? – (cliccare sulla foto) – Così retrò! Propongo di iniziare ad usarla comunemente a partire da oggi, tutti quanti. Fa tenerezza vedere una pubblicità così scoperta, ingenua. Si vede che all’epoca erano solo agli albori, bei tempi.

Quante volte v’è capitato di trovarvi in un posto freddo e umido? Tante, immagino. Certi ci vivono pure in posti così, vantandosi in giro che gli affitti sono bassi. Io ci sono solamante andato a mangiare a pranzo, poi fortunatamente ho svalicato una collina e sono tornato al piacevole clima tropicale di Genova Metropoli.
Ma quando vi trovate di fronte un cartello del genere, beh, allora sapete con sicurezza che vi trovate in un posto DAVVERO umido. E che tutte le vallate buie che avete visitato finora erano delle dilettanti, in fatto d’umidità, al suo confronto.

Cristo, qui ci sono addirittura delle MIGRAZIONI di anfibi. Altro che il classico "passaggio mucche", questo si che è un cartello cazzuto! Mi immagino milioni, miliardi di rane ogni anno che attraversano queste strade guidate da un Mosé saltellante che, peraltro, non deve neppure separare le acque per passare oltre, tanto sono anfibi.
E finita la stagione delle rane inizia quella degli autocarri militari, che risalgono i monti liguri per accoppiarsi con le berline negli ampi garage del basso piemonte. E infine poi tocca alla migrazione degli scarponcini, che rotolano a valle per tuffarsi nell’incontaminato mare di Genova Voltri, a due passi dal porto petroli.
Per Acquasanta migrano TUTTI i tipi di anfibi.

Il posto aveva comunque altre attrattive oltre alle rane e le cartoline sacre. Ad esempio un meraviglioso campo da tennis, che invitava a fare due palleggi dopo pranzo. Certo, se non fosse venuto buio alle 4, sarebbe stato più facile.

E’ così raro vedere in Italia un impeccabile tennis court in erba, vera erba, invece che la solita terra rossa o il cemento. C’era perfino il seggiolone dell’umpire, in perfetto stile Wimbledon (cliccare sulla foto). Caspita, tutto ad un tratto m’è venuta voglia di fragole e panna. E se non sapete perché, andatevela a cercare su wikipedia.

Un campo polifunzionale che, a seconda della stagione, consente interminabili giochi di nascondino, la ricerca dei funghi tipici della vallata e, nelle stagioni buone, perfino la caccia al cinghiale. Tutto in un rettangolo di poco meno di 11x24m.

Tanto per finire ‘sta insopportabile sbrodolata di minchiate, che ne dite di questa locandina? No, non la notizia del furto nella villa di Preziosi. Quella non m’interessa, nonostante sia il presidente del Genoa, spero solo che il ladro si sia portato via Di Vaio.

Intendevo quella più in alto, la cosa del raviolo. Perdìo, non riesco ad immaginare un modo più natalizio per tirare le cuoia! Cioé, si, magari giusto essere fulminato dalle lucette dell’albero, o magari investito da una slitta trainata da renne.
Ma il raviolo, caspita, è così italiano. E’ una affermazione delle nostre tradizioni culturali e gastronomiche. Rabbrividisco al pensiero che potesse essere un muffin o un marshmallow a soffocare quella povera donna!

A questo punto dovrei dire che vi lascio perché devo andarmi a preparare per la serata, ma intanto lo sapete che non è vero, e allora che ve lo scrivo a fare?

29 Comments

  1. Azz, Hardla, sei spietato ultimamente….Dai, ma ti posso augurare comunque buona serata senza che mi mandi? Ci aggiungo un abbraccio e un bacio, se lo accetti….miao.

  2. eh, lo so. è la combinazione astrale del mio solito cinismo, sommato a festività natalizie, l’influenza e altre robe varie…

  3. In quanto a cinismo natalizio anche io non sono da meno…però mi piace comunque fare gli auguri agli amici.:)

  4. grazie paoletta, auguri anche a te!

  5. Io invece non li faccio a nessuno dei due, andate a cagare.

  6. il raviolo mi ha steso..eheh

  7. spassky: cazzo vuoi? ci vado quando ne ho voglia.

    TYTTY_: ah, quindi sei tu la tipa della locandina? mi rallegro che tu sia ancora in grado di commentare per blog, nonostante l’improvvisa dipartita….

  8. MI vien voglia di suicidarmi con un tortellone… oppure uno gnocco!

    Potrei sempre spacciare la mia voracità con quei formati di pasta per una mania suicida selezionista!

    UN bacione

    Buonanotte

    Aleks

  9. a genova però forse era più caratteristico usare un pansoto….

    anche perché con le trofie diventa difficile….

  10. … L’importante è che non sia stato uno “gnocco” a fare il danno poi… fate voi…

    IL CAPPELLAIO

  11. Ti auguro semplicemente che quest’anno non ti vada di traverso 😉

  12. …COUGH COUGH COUGHHHHH……

  13. Hai toccato il fondo.

    Il giorno di Natale portare una sedia da casa fino ad Acquasanta per fare la foto “stronza” del campo da tennis.. E tutto questo a “benefizio” di che cosa? Di una processione di anfibi..

    A dir poco soffocante!

  14. Solidale con il tuo mood poco festaiolo: quest’anno, fra influenza e lavoro, non ho festeggiato un’emerita cippa.

    Però vabbè, un ‘buon anno’ non si nega a nessuno.

    Quindi, nel caso non si fosse capito: buon anno

  15. in aereo ho incontrato Giunone Davenport, e’ altissima, gentile e sorridente.

  16. blixxxa: meglioo buon anno che buon nano. comunque bella l’idea della festa di ‘sta cippa… ci lavorerò sopra…

    dedee: io so vagamente che ha una faccia, ma non avrei mai potuto riconoscerla neppure se avesse avuto il nome scritto sulla maglietta e una racchetta in mano…

  17. lo sai che io ho una memoria di ferro!

  18. Guardate, io se l’avessi vista col badge name avrei detto “Embè? Chi sarebbe Gionone Davenport???”

  19. beh, ma è ovvio: a meno che il badge non l’abbia scritto Gianni Clerici in persona, probabilmente avrebbe riportato “Lindsay Davenport”

    Giunone è un simpatico appellativo…

  20. Sì, avevo visto su Wikipedia.

    Non l’avrei riconosciuta manco se ci fosse stato scritto “Lindsay Ann Davenport (born June 8, 1976 in Palos Verdes, California) is a former World No. 1 American professional tennis player.”

  21. perdonate l’ignoranza.. ma “questa qui” è per caso quella tennista donna che ha però l’aspetto di un travestito di colore??

    IL CAPPELLAIO MATTO

  22. e la cosa pazzesca è che non è di colore….


  23. fuori dal campo non ringhia… 🙂

  24. ah e, stranamente, è eterosessuale, una cosa rara tra le tenniste.

  25. … ok no avevo capito un cazzo. Non ho idea di chi sia, ma non importa… questa qui sembra al bulldog del mio capo… no no bocciata… meno male che ci siete voi anime buone che mi illuminate… mi inchino ai miei maestri…

    IL CAPPELLAIO MATTO

  26. Vabbe’, dai… quella foto non le rende giustizia! L’han presa al culmine dello sforzo per la racchettata!

    Con un sorriso è tutta un’altra cosa:

  27. in effetti qui è più carina… ha la faccia che è un misto tra barbie polvere di stelle, georgie e … la spears… deliziosa!

    hai gusti strani tu Fry…

    IL CAPPELLAIO

  28. La Spears mi ingrifa di brutto! XD

Rispondi

-->