Gi come Giappone – 3

| 16 commenti

Tokyo Tower

Enne come Nostalgia
Questo è senza dubbio uno dei post più difficili con cui mi sia mai dovuto picchiare. Per qualche motivo proprio non riesco a fissare su carta (ok, carta elettronica) tutte le cose che mi sono frullate per la testa in quelle due settimanine scarse dello scorso luglio. Più volte ho iniziato a scrivere il classico racconto della vacanza, e altrettante volte mi sono arenato nell’impossibilità di descrivere in modo efficace il significato che ha avuto per me.

Il mio Giappone ha a che fare con il Giappone, naturalmente, ma anche con tante altre cose per le quali forse non ho ancora sviluppato un vocabolario adeguato. Però ci deve essere un motivo se, quando sento i jingle della linea ferroviaria Yamanote, mi prende un magone assurdo. Ci sarà un motivo se i suddetti jingle me li sono scaricati tutti e ne ho impostato uno come sveglia sul telefono.

A come Amore
Il mio Giappone è in primo luogo amore. E lo dico chiaro e tondo, senza i miei usuali giri di parole e accenni più o meno oscuri, che mi hanno reso il blogger misterioso e maledetto che grandi e piccini rispettano e ammirano in tutta la rete. Salutare la mia ragazza a Torino per poi rincontrarla un paio di giorni dopo dall’altra parte del mondo, mezzo addormentato e stordito dal mio primo emozionante, lunghissimo e solitario viaggio intercontinentale, nell’istante in cui lei bussa alla porta della nostra stanza d’albergo, beh, è un’esperienza molto forte.

Un momento che avevo più volte provato a immaginare, prima della partenza, e che mi ha colto comunque di sorpresa. Forse perché stavo ronfando profondamente. Ma più per altri motivi. E questo è solo l’inizio della vacanza, ma le altre due settimanine scarse non le sto a raccontare di certo a voi.

A come Amore (di nuovo)
Per due che hanno una relazione a distanza e che si devono ritagliare spazi vitali in maniera sempre fantasiosa, vivere due settimanine (scarse) a stretto contatto, senza treni di mezzo, può portare a 3 distinte conseguenze: 1. entusiasmo, 2. disastro, 3. fomizia. Ha vinto la 1. Ma questo c’entra poco col Giappone, almeno spero. Sennò son cazzi…

Palazzo imperiale

Enne come Nostalgia (di nuovo)
Prima di perdere completamente la vostra stima (ma temo sia troppo tardi), dovete sapere che, sentiti dal vivo e più volte al giorno, i jingle della linea Yamanote provocano assuefazione, e che in rete c’è pieno di feticisti pazzi come e più di me che li riprendono, collezionano, catalogano e fischiettano. Forse perché sono suoni casuali ma ripetuti, gradevoli e pervasivi, e uno straniero alla prima esperienza fuori Europa non può non associarli a Tokyo, tanto sono diversi dal suo normale quotidiano. Questo non per giustificarmi, non posso giustificare la mia natura di nerd, non posso spiegare il trauma che un trenino Lima che non ne vuol sapere di funzionare può causare in un futuro ingegnere genovese. Certe cose ti segnano dentro in modi insospettabili.

Dal mio ritorno in patria, e sono passati oltre sette mesi ormai, ho inziato a cercare video, webcam, foto, mappe e articoli che mi riportassero a Tokyo almeno per un istante. E la cosa non accenna a smorzarsi.
Che poi è buffo, probabilmente a viverci poi mi ci troverei malissimo, almeno credo, ma in quelle due settimanine scarse mi sono sentito proprio a mio agio.

Bu come Bookmark
Per chi soffre del mio stesso feticismo e, come me, ha voglia di farsi venire il magone, di tanto in tanto, un paio di segnalazioni sparse:

  • Tokyo street view – una collezione di video “ambientali”: una videocamera e un cavalletto (il più delle volte), niente attori o trama, solo la città in presa diretta, ogni settimana una zona diversa di Tokyo
  • Samuel Cockedey – un’incredibile serie di video notturni e diurni girati in time-lapse, vi consiglio di spararveli tutti a partire da “inter // states”.

E qui ci sono le puntate precedenti di questo delirio:

16 Comments

  1. Oddio, e adesso cosa commento? ci devo pensare su.

    Nel frattempo, prima di sbilanciarmi e di mostrarmi lusingata, emozionata e contenta per la tua dedica, ti ricordo che abbiamo litigato solo una volta in Giappone: quando volevi mettere il cappellino dei lakers per fare colazione. C'è un limite alla nerderia. Comunque ne avevamo già discusso sul mio blog.

    Se penso alla mattina in cui sei partito mi viene da piangere ancora adesso.

  2. dai pensaci, sono sicuro che qualcosa ti verrà… il cappellino dei lakers non è nerd, e poi tu avevi degli occhiali da sole che neppure liz taylor… quella mattina non ero in formissima neppure io, e la giornatina non aiutava…


    poi però tu ti sei beccata un cielo rosa spettacolare, quella sera, mentre io ero in volo….

  3. io non ricordo il cielo rosa, com'è che te lo ricordi tu per me?

  4. eh quando mi avevi fatto vedere le foto della vostra ultima sera, quando avete girato per ueno e ameyoko, mi aveva colpito tantissimo la differenza tra la nebbia triste e grigia che avevo lasciato io alla mattina e il cielo rosa intenso che avete trovato voi….

  5. la tua è una memoria fotografica, nel senso che ti ricordi delle foto 🙂

  6. eh, non potrebbe essere altrimenti, visto che non c'ero….

  7. tenerone 🙂
    le siglette non le ricordo, eppure ho preso la metro tutti i giorni per due settimane pure io… mah!
    anche a me il Giappone ha lasciato molti bei ricordi, e concordo con te, non penso riuscirei a viverci, anche se le mie capacità di adattamento non finiscono mai di stupirmi

  8. io potrei vivere anche a Tokyo, se ci fossero Hardla e il mio bambino.

  9. succede anche ame tutte le volte che ricordo un viaggio dove sono stata bene. Per esempio adesso ho una fortissima nostalgia di Oporto, tanto che di notte prima di addormentarmi fantastico di esere seduta a Gaia e di godermi la vista della Ribeira. Mah. Il subcom

  10. @dedee: perché sulle linee della metro i jingle non c'erano. Ci sono sulle linee ferroviarie scoperte della JR – Japan Railways. Noi ad esempio prendevamo una linea circolare utilissima, la Yamanote, che gira attorno a tutto il centro di Tokyo e che tocca direttamente molti dei posti più importanti della città.
    La metro l'ho presa solo 2-3 volte, in particolare per andare al tempio Senso-Ji ad Asakusa.

    @marchesa: davvero? allora possiamo ragionarci su seriamente! tanto tu ti fai capire meglio di me…

    @subcom: sì in parte è vero, ho un bel ricordo di molti posti in cui mi piacerebbe tornare. ma la botta che mi sono preso con Tokyo non ha precedenti. come ho scritto, ogni tot giorni mi cerco foto e video, e mi viene un gran magone.

  11. il mio hotel era a Kawagoe e prendevo il treno fino ad Higashimatsuyama. Grazie ad internient ho trovato questo esplicativo filmato:


    ma niente musichette…
    🙂

  12. Sì ho visto, prendevi questo treno che non è della JR-East. Da quello che vedo è una linea che va da una zona centrale a una periferica verso nord-ovest e tu eri circa a metà del percorso. Il capo più centrale di quella linea è Ikekuburo, che è una delle stazioni che compongono l'anello della Yamanote.

    Guardando la mappa mi sono reso conto di quanto cazzo è grande Tokyo, e di quanto in proporzione è piccolo l'anello della Yamanote, che mi sembrava sterminato….

  13. Ti è andata anche bene: pensa se la “botta” l’avessi presa non a Tokyo ma, mettiamo, a Cinisello Balsamo…
    (insomma, ok, sarà stata anche la città, ma se le stesse cose fossero accadute/le stesse emozioni vissute altrove…)
    Blixxxa

  14. eheheh disquisire, tu a casa a Genova, io a Melbourne in autostrada, delle linee ferroviarie giapponesi non è mica da tutti :-))))

  15. @blixxxa: eh, il rischio poteva esserci ovunque, naturalmente. ma forse certi posti sono un po' più ovunque di altri. il vantaggio di cinisello balsamo, fermo restando che molte zone di tokyo potrebbero assomigliare (senza peraltro aver mai visto cinisello balsamo), è che è raggiungibile molto più facilmente di tokyo, in caso di violenti attacchi di nostalgia.

    @dedee: prodigi del villaggio globale e delle app per iphone! e delle nostre menti malate….

  16. l'ultima che hai detto! 🙂

-->