Fenomenologia della morte su internet

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 La recente dipartita dell’ennesimo pezzo grosso della società italiana mi ha fatto constatare con rinnovato disgusto come le dinamiche da social network siano, in questi casi, piuttosto prevedibili e riassumibili nei seguenti punti che andrò ad elencare.

  1. FASE 1: L’ANNUNCIAZIONE
    Qualcuno muore, veniamo a saperlo da facebook prima ancora che dai siti di informazione. Tutti sparano la notizia come se fossero i primi a darla, ignari del fatto che altri 3500 colleghi annunciatori stanno facendo la medesima cosa nel medesimo momento, limitandosi alla più ristretta cerchia di conoscenze.
  2. FASE 2: L’APPROFONDIMENTO
    Qui entrano in gioco gli opinionisti, ossia gente che non può fare a meno di commentare l’evento con le proprie banalità, commozioni o presunte arguzie, per non parlare di link, fotomontaggi, video di youtube, gattini e preghiere.
  3. FASE 3: L’ANTAGONISMO
    Lo scopo dell’antagonista è prendersela con annunciatori e opinionisti, mettere in ridicolo o denigrare la loro urgenza di condivisione. L’antagonista si sente superiore a tutti e non accetta che il mondo non si comporti spontaneamente secondo i propri precetti social-morali.
  4. FASE 4: LA TEORIZZAZIONE
    I teorizzatori sono ancora più supponenti degli antagonisti perché, pur condividendone le finalità e talune idee di fondo, non accettano che si alimenti il ciclo della fuffa sui social network, ritenendo perfettamente inutile cercare di convertire alla ragione chi vive di condivisione compulsiva. Perciò scrivono sui propri blog articoli astiosi e finto-ironici sui massimi sistemi di facebook, ben sapendo che nessuno li leggerà mai, dal momento che i blog sono morti, salvo poi pubblicare gli aggiornamenti dei propri post proprio sui social network da loro denigrati. E ogni riferimento alla mia persona è, purtroppo, inevitabile.

17 Comments

  1. Inevistabile!!!

    Ieri una delle poche persone di cui ho una grande considerazione affettiva sul posto di lavoro se ne esce dicendo di aver giubilato.
    Io non sono riuscita a fare a meno di dire che non lo capisco il giubilo: se un uomo ha fatto danno, la sua morte non lo riparerà.

    La morte poi, in quest’ottica da forca, sembra una punizione e la cosa è ridicola, dal momento che tocca a tutti. È un moralistico retaggio inferno/paradiso, ma più grossolano.

    Infine, la maggior parte dei detrattori incapaci di astenersi da volgari giubili non ha una vera idea di cosa ha fatto o non ha fatto la persona in questione, semplicemente ha saputo che stava nel mucchio dei cattivi.

    Quando è morto steve jobs sembrava che tutti lo conoscessero intimamente e tutti condividevano un profondo dispiacere per la sua sorte.
    Ma dei tanti, molti non sapevano neanche chi fosse, se non quando è morto su Facebook.

    • sì ecco, la morte di uno che, a 94 anni, era fuori ormai da ogni gioco politico è poi totalmente inutile. se proprio uno deve giubilare per la morte di qualcuno (a me non viene però a molti dà soddisfazione), meglio scegliere qualcuno che era in età da essere nocivo e la cui morte porti un effettivo vantaggio per chi esulta.

      nel post mi sono limitato a prendere di mira la necessità di molti di ribadire l’ovvio, e di farlo credendo di essere particolarmente originali, intelligenti o sagaci. io non ho questa pretesa, non sto dicendo cose originali, ma almeno lo so. il mio è un lieve urlo liberatorio, fatto con discrezione su un blog semi morto…

  2. Io non credo che il Gobbo sia rimasto inattivo e ininfluente, negli ultimi anni di vita … ha sempre tenuto un profilo basso, e si sa che chi si droga di Potere non abbandona il vizio ( vedi pure suoi aforismi sull’argomento ).
    Tanto, una bella messa mattutina con tanto di eucarestia, cancella tutte le colpe !

    ^_____^

  3. Hai dimenticato la categoria degli snob, quelli che (come me) rifiutano il social networking (chissà se sto coniando io il termine, o lo hanno fatto altri 3.500) proprio per i comportamenti compulsivi dei frequentatori assidui. Credo si possa riassumere il tutto con un postulato: il bello dei SN è la libertà, anche quella di essere stupidi; il brutto è divulgare al mondo la propria stupidità

    • io all’inizio ero come te, ma poi ho trovato una mia posizione di equilibrio su facebook e affini: esserci, per parlarne male con cognizione di causa diretta!

      • Non mi interessa proprio esserci, fondamentalmente perché non voglio che nessuno si faccia i “cavoli” miei. Ora mi dirai che posso limitare l’accesso al profilo ecc ecc …a questo punto non cambierebbe nulla, ora se voglio dire qualcosa a qualcuno o mandargli una foto lo faccio direttamente. Per darti un’idea della mia posizione a riguardo, io e mia moglie abbiamo proibito alla figlia di postare foto o argomenti che riguardino anche noi due.

      • Ferino Hardla …………………………………………………………… !

  4. Da quando hai scritto il post è morta un’altra caterva di persone. Mentre postavi foto di gattini, hai notato se il trend pubblicistico è cambiato? 😉

  5. Ah ah ah !

    P. s. : Steve Jobs era un discreto stronzo, non l’avreste sopportato nemmeno come vicino di casa.

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