Cose che (non) mi mancheranno: 5 – Le corsette in valletta

| 19 commenti

Diciamocelo chiaro, l’uomo non è fatto per correre. Non ha una naturale propensione alla corsa, l’ha sempre fatto per necessità: per cacciare gli animali, per sfuggire ai pericoli, per vincere le olimpiadi. Diciamo che, sin dall preistoria, l’uomo ha sempre avuto maggior propensione a stare spalmato su un divano piuttosto che a farsi una corsetta. Ah, i comodi divani preistorici.

Però arriva quel periodo dell’anno in cui l’uomo riscopre le sue necessità primordiali e si mette a correre. Vuoi per una maggiore esuberanza fisica (il famoso risveglio primaverile) vuoi soprattutto la rinnavata consapevolezza di una pancetta strabordante. Eh sì, perché l’uomo, quando arriva finalmente a togliersi i capi invernali, scopre sottto il maglione delle rotondità indesiderate. E decide di andare a correre, perché fa troppo caldo per rimettersi il maglione. Certo, che poi c’è quella meravigliosa sensazione di fatica e rilassamento che ti prende dopo aver corso, ma non contiamoci balle, che lo si fa solo per buttare giù pancia.

Gli anni scorsi andavo in un bel parco dalle parti della mia ex casa. Silenzio, alberi, uccellini, un percorso collaudato e familiare. E soprattutto una routine. E’ importante. Perché, vuoi per un mio autismo di fondo (alcuni direbbero di superficie), vuoi per la già citata scarsa propensione naturale dell’uomo alla corsa, una routine mi serve per convincermi ad alzare il culo dal suddetto divano e mettermi a fare un’attività così fuori dalla natura umana.

La villetta l’era proprio bellina. E c’ero affezionato. In gioventù era stata teatro delle mie umiliazioni da aspirante tennista coatto (coatto nel senso che mi ci obbligarono, non ahò anvedi limortaccitua e de chi nun te lo dice). Ma nonostante tutto conservavo un bel ricordo. L’unico inconveniente erano i cani, tanti cani, cani ovunque. Ovunque ma con una spiaccata predilezione per lo spazio in mezzo alle mie gambe. Mentre correvo.

Che ci vuoi fare, i cani sono giocherellosi, esuberanti. Piuttosto sono quelle teste di cazzo dei padroni che li sguinzagliano liberi nel parco quando ci sono cartelli grossi così che lo vietano. Per non parlare dei recinti fatti apposta per far scorrazzare in libertà i simpatici quadrupedi abbaianti, puntualmente ignorati da cani (e li posso anche capire) e padroni (già li capisco meno). Che poi mille e più volte sono stato tentato di chiamare i vigli, come le vecchiette rompicazzo. Ma poi ho desistito, queste cose me le riservo per quando sarò una vecchietta rompicazzo.

Com’è che sono finito a parlare di vecchiette e cani? Insomma, quello che volevo dire è che il quel parco mi ci trovavo piuttosto bene, sgambetti quadrupedi a parte. E ora che vivo altrove, mi dovrò trovare un’altra routine, un altro posto che mi diventi altrettanto familiare e comodo. Perché l’interminabile inverno s’è finalmente deciso a finire, mi sono tolto il maglione e, indovinate un po’, ho scoperto le solite rotondità indesiderate in zona adipe. Quindi vincerò la mia naturale riluttanza ad alzarmi dal divano e correrò, per quella meravigliosa sensazione di fatica e rilassamento che ti prende dopo. Diciamo così.

19 Comments

  1. Di nuovo io..
    D'accordo al 100% sulla corsa (e infatti NON corro, se non per salvarmi la vita)
    Ma nella "valletta" che descrivi vedo un luogo di Roma, dimmi tu se mi sbaglio.
    Buone corsette!

  2. No, non è Roma.
    Genova.

  3. Forse la soddisfazione sta nel terminare certe cose, più che nel farle. Ma forse hai detto la stessa cosa.

  4. Sei un lurido budrego strabordante ciccia sudata, ma scrivi molto bene, dovresti farlo più spesso.

  5. secondo me dove abiti ora hai piu' motivi per correre… certo che tra la valletta e i giardini di plastica… un bel cambiamento.
    Sul correre in se per smaltire i numerosi chili di troppo, mi astengo, pur avendo un ottimo lungomare di fronte a casa, e il necessario bisogno di sudare, sono fermo da piu'  di un anno… almeno vado a fare passeggiate in spiaggia con i cani (come i pensionati) dove almeno loro possono correre libere senza essere terrorizzate adiposi corridori della domenica 🙂

  6. spassky ha fatto una meravigliosa descrizione di te. E molto realistica.

  7. @spassky: più che altro dovresti farlo tu, che c'hai pure un libro da portare avanti. io nel frattempo vado a buttare giù la ciccia strabordante.

    @dedee: per fortuna esistono percorsi più belli dei giardini di plastica! anche io ero fermo da 1 anno, ho ricominciato da poco e anzi, ho iniziato in trasferta a Torino! Però tu ti appropinqui all'inverno no? Si riesce lo stesso? Anche i tuoi cani si buttano tra i piedi dei disgraziati corridori passanti (che di solito sono troppo affaticati per fare variazioni di traiettoria troppo improvvise..)?

    @marchesa: grazie. intendi fisicamente o sulla capacità di scrittura?

  8. Correre a Genova in salita forse fa calare davvero la pancetta, se non viene prima l'infarto. A Milano la pancetta aumenta anche se di solito si corre (in piano) per andare al lavoro; ma secondo me è l'aria di Milano che fa ingrassare, con le polveri sottili e i metalli pesanti.

  9. l'inverno qui è abbastanza mite e quindi potrei correre anche adesso… solo che sono in grado di trovare numerose scuse che me lo impediscono… 🙂
    i miei cani non hanno l'istinto kamikaze, ma se vedono qualcosa di più importante, non si trattengono dal cambiare traiettoria a muzzo

  10. @diaktoros: forse le salite servono davvero alla pancetta, infarti permettendo, sicuramente sono utilissime per i polpacci! L'aria di Genova non è molto dissimile da quella di Milano, in quanto a pesantezza, solo che qui la condiamo molto con sale marino….

    @dedee: so che tu hai molta fantasia e che puoi riuscire a inventare scuse senza difficoltà alcuna, e a convincerti pure che siano vere.
    e che cosa ci può essere di più importante del bene del loro amato padrone?

  11. tu sottovaluti l'importanza di una cacca o di una cartaccia… la psicologia canina è molto, molto diversa da quella umana, pure troppo. 🙂

  12. Atte' t'ho capito atte'. Non vai piu' a piedesgommare nella villetta zeneize perche' ora hai altri orizzonti!
    Se ti suggerisco "Parco della Pellerina" che mi dici?;-))))))

  13. @dedee: ma neppure poi tanto, non è raro vedere persone sguazzare nella merda con gioia!

    @morgana: eh, sì, ho altri orizzonti ma non ho abbandonato genova. però alla pellerina non ci sono mai andato, per ora solo circuito cittadino!

  14. Merita, se per te non e' troppo lontano.

    Il Parco della Pellerina, noi lo raggiungiamo facilmente in bici da casa (beh, si, insomma, quando sono in trasferta da Lui!), e per un genovese, fidati, quel parco risulta STERMINATO!!!:-)
    Ci passa la Dora Baltea in mezzo. I laghetti con le anatre…
    Vedo gente che ci corre persino quando c'e' la neve.

    Insomma, non puoi non fare una prova, fidati!:-))))

  15. Sì per me effettivamente è piuttosto lontano, sia quando sono in casa (eh beh…) che quando sono in trasferta da Lei.
    Però ho fatto il bike sharing, anche se devo ancora inaugurarlo. Sono anni che non inforco una bici!

  16. Anche io ci andavooooo!E ancora non ero "un'albarina di merda" quale adesso sono..
    C'era Rattazzi che mi chiamava "troffia" quando correvo e mi ricordo il "direttore" che si tacchinava tutte le belle giovani mamme..
    ..che tempi..
    ricordo anche un giro di corsa a perimetro campo per ogni minuto di riatrdo!..con tutti che parevano godere molto abbracciandosi la propria preziosissma "Prince".. mentre tu (deplorevole ritardataria) sopportavi malamente il male alla milza che già ti eri procurata per raggiungere il luogo con quel suo caratteristico odore tra sudore e mateco..quanto  rimpiangevo di essermi persa un'altra puntata di Bim Bum Bam!

  17. io ci sono stato per 1 solo anno, giusto il tempo di farmi bocciare nel prestigioso corso di pretennistica. poi in età adulta amavo andarci a correre per i fatti miei, fino a quando non ho traslocato…

  18. …Quanto hai fatto bene.

Rispondi

-->