Colazione da Tiffany…

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… è una stronzata. No, non dal punto di vista cinematografico. Sia chiaro, è un film grandioso e non finirò mai di fare ammenda per averlo visto solo ieri per la prima volta. L’avessi visto prima avrei evitato tanti problemi.

Colazione da Tiffany è una stronzata per come finisce. Nella vita reale Holly Golightly sarebbe andata in Brasile. Oppure no, ancora meglio, sarebbe rimasta con il capo dell’A-Team, per poi fuggire dopo qualche tempo, come al solito. Ma tutto questo non ce lo fanno vedere, la pioggia cade, i due si baciano, il gatto non muore soffocato, the end, titoli di coda. E dopo? Non vorrete mica farmi credere che lei cambi così, di colpo, per sempre? Per un pò, forse. Poi sarebbe scappata, di nuovo, ancora.
O magari "Fred" si sarebbe scocciato prima, perché certe stravaganti manie di lei sono deliziose durante il corteggiamento, quando non le devi sopportare tutti i giorni. Ma alla lunga molti comportamenti eccentrici del(la) partner finiscono per rompere un po’ il cazzo, in un qualsiasi menàge quotidiano.
"Ma Hardla, è solo un film, perché te la prendi tanto?"
"Sono cazzi miei."

12 Comments

  1. Amico mio, tocchi un tasto dolente, quel film è stata una pietra miliare sulla strada di una relazione burrascosa, e uno dei sassi sotto che l’hanno sepolta.

    Neanch’io ho mai creduto a certe improvvise redenzioni, succede solo nei brutti finali di certi film, e a dirla tutta non ci ha mai creduto neanche Truman Capote, infatti il libro finisce in tutt’altra maniera.

  2. non l’ho mai visto, ma se porta così sfiga credo ne farò volentieri a meno :-PPP

  3. … ah adesso capisco perché l’hai comprato anche in inglese… lo devo leggere anch’io…

    nel mio caso non ha portato sfiga, anzi, è stato illuminante…

  4. film carino. finale improbabile. io sarei scappata tre giorni dopo senza nemmeno il gatto.

  5. “You know what’s wrong with you, Miss whoever-you-are? You’re chicken. You’ve got no guts. You’re afraid to stick out your chin and say, ‘Okay. Life’s a fact. People do fall in love. People do belong to each other.’ Because that’s the only chance anybody’s got for real happiness. You call yourself a free spirit, a wild thing, and you’re terrified somebody’s gonna stick you in a cage. Well Baby, you’re already in that cage — you built it yourself. And it’s not bounded on the west by Tulip, Texas or on the east by Somaliland. It’s wherever you go. Because no matter where you run, you just end up running into yourself.”

  6. disagi: quindi il discorso che spassky ha sapientemente postato non ti avrebbe fatto miracolosamente cambiare modo di vivere?

  7. diciamo che nella gabbia ci abito solo io. e chi ha detto che è per mia forzata volonta?

    il gatto cmq non lo porterei.

  8. lo dice lo sceneggiatore, che era anche convinto che certe cose si superano così, con uno schiocco di dita, basta volerlo. ah, come ammiro gli inguaribili ottimisti e il loro porsi sempre al di fuori della realtà….

  9. secondo me se il film fosse uscito negli anni 80-90 ci sarebbero stati almeno due sequel, e ci avrebbe spaccato le palle (sorry per il francesismo) a non finire. Quindi meglio il modo di fare cinema dell’epoca. Un film riuscito non deve avere un seguito ad ogni costo.

    Ciao

    De

  10. ma infatti parlavo di finale diverso, non di sequel

  11. Alo’, sono a casa dei miei per i giorni di festa e guarda che ho trovato! Bellissimo.

    E.

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