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Sabrina

Sabrina era la ragazza più bella della classe. Non faceva nulla di particolare per esserlo, era così di natura. Gli ammiccamenti, le espressioni, il tono della voce, nulla di costruito. Nel limitato microcosmo di una scuola, era il nostro ideale di bellezza e femminilità. Sabrina era ricca, abituata all’alta società. Conosceva la Genova bene e la Genova bene conosceva lei. Era intelligente e viziata. Sabrina aveva tanti amici.

Al suo matrimonio siamo andati quasi per caso, volevamo approfittare dell’occasione per fare un giro in campagna. Al suo matrimonio c’era poca gente, tutti vecchi parrucconi. Ci hanno chiesto di fermarci anche per il pranzo, non c’erano ragazzi, volevano un po’ d’allegria. Erano almeno due anni che non la vedevamo, dopo la fine della scuola ci siamo persi di vista.

Ci siamo fermati, abbiamo mangiato e abbiamo brindato alla felicità di Sabrina, la ragazza che tutti noi abbiamo desiderato, e del suo sposo, che vedevamo per la prima volta. Dov’erano finiti tutti gli amici che avevi, Sabrina? Me lo sono chiesto subito, ma non ho potuto comunque evitare di fare un sorriso quando li ho visti, lo sposo e la sposa, baciarsi solitari in un lungo viale alberato, mentre salivamo in auto per tornarcene a casa.

Dopo quel giorno abbiamo avuto solo qualche notizia da parte sua. Sabrina sta facendo i lavori in casa. Le cose vanno bene. Sabrina vi saluta. Sabrina è stata male.

Sabrina ha avuto un brutto problema medico, è stata operata al cervello. Ha mezzo volto paralizzato.

Avrei voluto piangere, faccio finta d’averlo fatto. Certo, mi dispiaceva per lei, ma sai, erano tanti anni che non la vedevo. Eravamo degli estranei, in fondo.
Ma lei era il nostro ideale giovanile, per lungo tempo ho cercato la sua bellezza negli occhi delle ragazze che ho frequentato. Cazzo, gli ideali sono immutabili, gli ideali non possono star male, non devono.

Ho tanta voglia di rivedere Sabrina, non l’ideale, ma la persona. Di sapere come sta e che cosa ha fatto in questi ultimi 10 anni. Ogni tanto ci manda i suoi saluti. Qualche volta la invitiamo alle nostre serate insieme. Ma lei ringrazia e rifuita, si vergogna di mostrarsi per come è adesso. Forse preferisce che la si ricordi com’era a 18 anni. Quando sapeva di essere il nostro ideale.

4 Comments

  1. l’ideale estetico…la bellezza non ha meriti…è una cosa che capita…però ha una forza incredibile…è un laccio che stringe e non molla…finchè si capisce che una persona è tutto quello che c’è dentro alla scatola…che bisogna aprirle ste scatole…togliere polvere o fiocchi di seta…e guardare dentro…e innamorarsi di quello

  2. la bellezza é un ideale immutabile, un pregiudizio che segna ogni nostro comportamento in societá, volenti o nolenti. Sabrina era bella (anzi é bella) e quindi partiva in vantaggio al liceo, aveva giá degli sguardi in piú, era considerata piú interessante delle altre ragazze, senza doverlo dimostrare, al liceo G.D. Conformitá. Ma la bellezza puó essere una gabbia, a volte un destino beffardo, una maledizione, o peggio un contrappasso terreno. Innamorarsi del contenuto di una scatola é piú difficile, lo é sempre, figurati a 17 anni. Rivedere i propri miti giovanili invecchiati, cambiati o, come in questo sfortunato caso, malati, fa sempre male. Come sono cambiati essi, siamo cambiati noi. Per fato non abbiamo il volto sfigurato da una malattia, ma, e questo é peggio, forse la nostra anima é sfigurata e non é piú quella di 10 anni fa, e forse é stata sfigurata da ben altre cose, e al peggio causate da noi stessi. Preferirei guardare il volto di Sabrina oggi, stravolto e invecchiato, commuovermi, piuttosto che guardare la mia anima, e vedere i cadaveri che si porta dietro e disperarmi, come é capitato ad Hardla nei suo incubo di qualche giorno fa.

    ave atque vale, Sabrina

  3. Cerco di andare in ordine:

    Lara, in parte Diego mi ha rubato le parole, è difficile a quell’età essere completamente slegati dai criteri estetici. Io tuttora non riesco a prescindere dalla confezione, anche se ora applico i MIEI criteri di giudizio, che non coincidono necessariamente con quelli della società.

    De, beh noi ne avevamo già parlato e sostanzialmente la pensiamo allo stesso modo. Noto soltanto che anni di norme UNI ti hanno fatto ribattezzare il nostro liceo “Conformità” invece che “Conformismo”…

  4. forse sarò scontato ,ma la bellezza è negli occhi di chi guarda e soprattutto lei non ha mai chiesto di essere il mito di nessuno..le è toccato e basta!!

    però il fatto che vuoi vederla ,anche se sai che non è più un mito , ma tirata giù in malo modo dal piedistallo di mito…beh questo fa di te una bella persona!!

    sk1

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