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Fenomenologia del pattume


Sono sempre stato un teledipendente. Lo riporto come un dato di fatto, senza vergogne o pregiudizi del tipo “fa tanto fico dire che io la tivù non la accendo mai, perché io leggo solo libri e al massimo, toh, una rassegna di Bergman, quando si degnano di trasmetterla“.
La tivù, non solo quella italiana, è piena di merda, su questo molti concorderanno. Ma spesso è merda divertente, perdìo! Divertimento solitamente involontario, certo, ma che per questa ragione richiede un lavoro mentale da non sottovalutare: si tratta di cogliere i particolari, le sfumature, bisogna capire cosa viene detto e cercare di immaginare perché lo si dice.
Perché il fatto che la tv sia spesso cretina, non ci autorizza a pensare che siano dei cretini a farla o che siano futili i motivi per cui viene fatta in questo modo. Luttazzi diceva: “questo telegiornale andrà in onda in forma ridotta per venire incontro alle vostre facoltà mentali“, beh il concetto è questo. Perché tutti quanti parlano male del fenomeno da baraccone e poi lo invitano in trasmissione? Costanzo, anni fa, dal suo pulpito serale lanciava strali infuocati sulle “carrambate“, ora le ha sdoganate, in prima persona o tramite sua moglie, e tra una sorpresa e l’altra costringe i suoi ospiti a fare il trenino a Buona Domenica. Ricci, dal canto suo, ha iniziato a fare le cose peggiori da quando si è visto sconfitto da un innocuo giochetto con scatole e premi. Ma questo meriterebbe un discorso a parte.
Ma ultimamente è nato il “trash consapevole“, un nuovo genere che non incontra le mie simpatie. Ho sempre sguazzato con gusto nel pattume televisivo, ma non sopporto che ora mi venga detto chiaramente “preparati, stai per guardare della vera tv spazzatura“. Non richiede nessun lavoro mentale, nessuno sforzo, il fine ultimo è fare rumore, spesso rumore sul rumore. La sensazione è quella del gonzo che capisce di essere stato abbindolato con perline e specchietti luccicanti.
Personalmente, quando voglio sentire del rumore, non devo fare altro che aprire la finestra. Ho sei corsie molto trafficate che mi passano sotto casa. Almeno libero la mia stanza dal fumo di sigaretta.





5 Comments

  1. non guardo la TV da Gennaio 2003 e me ne vanto!!!!

    sono internet-dipendente, IO! ;-))

  2. per questo mi boicotti il blog!

  3. hai ragione… avrei dovuto mettere i puntini, chiedo venia 🙂

  4. il trash manierista (o il trash consapevole) non è trash, manca di originalità, di fantasia, di spunto improvvisato. Comunque bel blog, ti leggero’ spesso.

  5. eh, si, ma forse la differenza principale sta nella sincerità, nella spontaneità, mi piace “manierista” come definizione. grazie dell’apprezzamento!

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