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Gli ingegneri hanno un modo tutto loro di esprimersi. Talvolta abusiamo di verbi inglesi italianizzati, e passi se lo facciamo con qualcuno dell’ambiente, ma sarebbe buona abitudine non esportare queste brutture all’esterno del nostro ghetto. Esistono però altre espressioni che, personalmente, trovo utili e in certi casi persino eleganti.
Si tratta in genere di espressioni in lingua italiana di origine matematica che, per il loro livello d’astrazione, possono essere applicate piuttosto bene in altri ambiti. Spesso riconducono a concetti che, spiegati con parafrasi, richiederebbero troppo tempo per essere spiegati, per cui ne apprezzo la semplicità e la precisione. Poiché sono concetti immutati da secoli, talvolta utilizzano un vocabolario non più attuale che può renderle filologicamente ricercate. Tra quelle che apprezzo, se usate con moderazione, cito ‘mutuamente esclusivi’, ‘condizione necessaria ma non sufficiente’, ‘inversamente proporzionale’. Altre hanno avuto una sorte meno dignitosa, quante volte in un giorno si sente parlare di qualcosa che cresce ad un ritmo ‘esponenziale’, oppure quando qualcuno fa una cazzata contro il consiglio di tutti ci sarà sempre quello che commenterà ‘come volevasi dimostrare’. Forse è per questo che in facoltà, ormai, si usa l’abbreviazione CVD.


5 Comments

  1. a me piace anche il concetto di “duale”, unica cosa sensata inventata da voialtri… 😉
    e poi che dire di BUB ?

  2. uh, mi sono ricordato anche di ‘univoco’ e ‘biunivoco’, molto belli

  3. che dire di BUB? Giorg Bub?

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